Pietro Sorato
Dal 26 luglio al 3 agosto si è svolto l’Europeo U18 maschile a Belgrado. Nonostante le assenze di Luigi Sugo e Maikcol Perez gli Azzurri hanno superato agevolmente tutte le sfide fino ad arrendersi in semifinale con i futuri campioni della Spagna, per poi aggiudicarsi la finalina contro la Lettonia conquistando la medaglia di bronzo, la terza della loro storia dopo l’argento agli Europei U16 del 2023 e l’argento al Mondiale U17 dello scorso anno.
DIEGO GARAVAGLIA
Leader tecnico ed emotivo della squadra, da poco accasatosi ad Ulm, ha confermato per l’ennesima volta di essere uno dei prospetti più interessanti del panorama cestistico mondiale, trascinando l’ItalBasket alla terza medaglia europea di questa estate e aggiungendo alla sua bacheca un posto nel quintetto ideale della competizione. Giocatore costante ed affidabile in entrambe le metà campo, ha mostrato ulteriori miglioramenti nella fluidità e velocità della meccanica di tiro, che, unita all’altezza del rilascio gli ha garantito di punire spesso le difese (42.1 3P% su 2.7 tentativi a partita), anche grazie ai compagni che lo hanno cercato frequentemente. Tuttavia, per quanto riguarda la metà campo offensiva, l’impatto maggiore non l’ha avuto a difesa schierata; è stato infatti la sua capacità partire immediatamente in contropiede dopo il rimbalzo uno dei fattori principali che ha permesso all’Italia di costruire vantaggi così grandi in pochi minuti (28.7 punti medi di scarto nelle 6 vittorie). Nelle situazioni di transizione ha inoltre un’ottima visione di gioco che gli consente di servire i tiratori e i taglianti con facilità; se non è lui a condurre invece, non esita a prendere posizione in post e sfruttare il mismatch quando ne ha l’occasione. Non è ormai più una sorpresa il suo fenomenale apporto difensivo (primo in palle recuperate, quinto nei rimbalzi in assoluto e secondo tra i non lunghi): oltre alla solidità fisica, alla velocità di piedi per tenere chiunque in 1 contro 1, alla costante verticalità e timing negli aiuti difensivi, in questo europeo si è fatto notare per essere stato sempre il primo sulle palle vaganti e i rimbalzi, non importava quanto il rimbalzo fosse diretto esattamente nelle mani dell’avversario, il prodotto dell’Olimpia non ha regalato neanche un possesso agli avversari. Da migliorare un po’ il decision making nell’attacco a metà campo, contro squadre attrezzate difensivamente come la Spagna, con cui non ha potuto dominare completamente dal punto di vista fisico, ha fatto fatica a trovare i compagni liberi quando fermato dagli aiuti.
ACHILLE LONATI
Dopo lo scudetto e il secondo posto nell’Adidas NextGen Euroleague affrontati da assoluto protagonista, la nuova guardia dei Bonnies di St. Bonaventure arrivava all’europeo con parecchie aspettative. Prestazione inizialmente influenzata da un fastidio alla schiena, poi risolto, spiccano le gare disputate con la Serbia e la Lettonia (23 e 27 punti rispettivamente). Grazie a un primo passo sopra la media, Lonati riesce saltuariamente a battere il proprio uomo dal palleggio ed arrivare fino in fondo, è però evidente che un lavoro a livello fisico gli consentirebbe di concludere più spesso nel pitturato. Tuttavia Il nativo di Magenta è prima di tutto un tiratore, in questo europeo non ha avuto percentuali esaltanti (33.3 3P%) ma quando ha preso ritmo ha cambiato completamente il corso della gara. E’ molto bravo a muoversi senza palla, in particolare a riposizionarsi in base ai movimenti dei compagni, dal gioco a due con Garavaglia, suo compagno di squadra da una vita, sono nati diversi tiri ad alta percentuale, soprattutto in transizione. Anche dal palleggio si è saputo costruire diverse soluzioni in uscita dal pick and roll e in isolamento. Perde un po’ di aggressività quando matchato con difensori più lunghi e atletici di lui, per esempio contro Gimenez della Spagna ha fatto fatica a crearsi opportunità. Nella metà campo difensiva è stato molto attivo sulle linee di passaggio e abbastanza solido nella difesa on-ball, anche se un miglioramento fisico aiuterebbe anche da questo punto di vista.
PATRICK HASSAN
Playmaker della Dolomiti Energia Trento, confermato anche per la stagione 2025/26, quest’anno ha fatto dei giganteschi passi in avanti in termini di maturità cestistica. Secondo giocatore più utilizzato da coach Marco Sodini (27.3 minuti) non ha certamente deluso le aspettative. Sempre in controllo del ritmo della partita, raramente si è lasciato condizionare dalla pressione difensiva avversaria grazie anche ad un ball-handling migliorato rispetto all’anno scorso. Giocatore che fa del tiro dal palleggio la sua arma principale: dopo un inizio in cui non vedeva la palla entrare spesso ha messo da parte le emozioni, ha continuato con fiducia a prendersi i tiri che gli spettavano e ha dimostrato di saper concretizzare scelte di tiro con un alto coefficiente di difficoltà con una certa costanza, in particolare contro la Spagna ha tenuto a galla gli azzurri con il suo shotmaking. In difesa la sua aggressività è quella che ha avuto un impatto maggiore dopo quella di Garavaglia, costantemente attaccato al suo uomo, decine di hand-off negati e altrettanti blocchi irregolari forzati, le 1.4 palle recuperate a partita sicuramente non rendono pienamente giustizia all’apporto che ha dato nella sua metà campo. Per quanto riguarda gli aspetti da migliorare l’ex giocatore di Bassano, date le capacità atletiche, potrebbe accontentarsi meno del tiro da fuori e provare a penetrare nella difesa, cosa che gli consentirebbe di andare di più in lunetta (1.6 FTA nella competizione). Infine c’è qualche margine di miglioramento anche nelle letture nel pick and roll, nonostante non faccia fatica a trovare la sponda in ala o il tiratore in angolo opposto, raramente tenta il passaggio diretto al rollante, anche quando disponibile.
MATTIA CECCATO
Recentemente riconfermato per la prossima stagione all’Olimpia in U19 Eccellenza e ad Oleggio in Serie B Interregionale, terzo anno di fila in azzurro e terza medaglia per lui. Sesto uomo della squadra, utilizzato principalmente da playmaker ma in diverse porzioni di gara anche affiancato a Patrick Hassan nel ruolo di guardia. Ha dimostrato di essere uno di quei giocatori a cui vuoi dare la palla allo scadere dei 24 secondi per togliere le castagne dal fuoco, numerose le volte in cui si è creato un tiro dal palleggio quando nessuno aveva generato un vantaggio. Capisce il gioco: occupa gli spazi giusti in attacco e ha una buona visione del campo, a volte però prova passaggi troppo ambiziosi, in particolare dal pick and roll (2.1 palle perse a partita). Ha inoltre potenziale da tiratore in uscita dai blocchi, vista la taglia, l’abilità di sistemare i piedi velocemente e il rilascio fulmineo. Compensa in parte al fisico leggero con la voglia e un buon linguaggio del corpo ma rimane il fatto che una struttura più robusta sia necessaria a fare il salto di qualità.
MATTEO ACCORSI
Aggregato alla prima squadra della Virtus Bologna nella passata stagione, anche lui fa parte del gruppo che è andato a medaglie gli scorsi due anni. Grande tiratore, chiamato da coach Sodini a gestire molti meno possessi palla in mano di quelli che a cui è abituato a Bologna. Anche lui come Lonati se si accende può stravolgere le sorti di una partita, segnando anche tiri fuori ritmo, soprattutto nelle prime gare ha tenuto percentuali da videogame dall’arco per poi scendere ad un comunque ottimo 37.8% su 5.3 tentativi a partita. Ha inoltre sfruttato in diverse occasioni la sua pericolosità dall’arco per cogliere di sorpresa con penetrazioni e tagli sulla linea di fondo. Non ancora il tipo di giocatore che crea vantaggio costantemente dal palleggio, in questo europeo non ha avuto neanche la possibilità di giocare tanti pick and roll, affidati più spesso ad altri suoi compagni dallo staff tecnico. In difesa si è fatto contagiare dai suoi compagni per quanto riguarda l’aggressività sulle linee di passaggio che gli ha permesso di concretizzare alcuni recuperi, invece sulla difesa sulla palla c’è ancora lavoro da fare.
MATTEO BAIOCCHI
Torna in azzurro dopo due esperienze saltate per un infortunio e si dimostra subito tra i protagonisti di questa cavalcata alla medaglia di bronzo. Esterno di 196cm con un ottimo controllo della palla e del corpo, tanto da ottenere la fiducia dallo staff e dai compagni per affidargli spesso il ruolo di portatore di palla primario. Bravo ad attaccare fronte a canestro e a concludere con entrambe le mani evitando gli aiuti, sa come sfruttare la sua lunghezza contro i pari ruolo. Molto attivo anche lontano dalla palla, taglia molto spesso dietro la difesa con i tempi giusti. Non ancora una minaccia completa da dietro l’arco, fa fatica ad essere costante con la meccanica, non molto compatta e un po’ lenta. Sembra invece trovarsi meglio dal midrange dove è in grado di segnare tiri anche con la mano in faccia che si costruisce attraverso un buon ball-handling. In difesa è abbastanza versatile e riesce a marcare 2-3 posizioni grazie alla sua velocità di piedi e lunghezza delle braccia, può migliorare nella difesa lontano dalla palla e sul timing degli aiuti.
THOMAS ACUNZO
Nuovo giocatore della Pallacanestro Cantù, l’unico classe 2008 degli azzurri ha svolto un ruolo fondamentale nel risultato finale. Lungo molto utilizzato nelle fasi finali della competizione da coach Sodini per via dell’infortunio di Placinschi, atteggiamento super positivo e sempre pronto a sacrificarsi per la squadra. Ha un potenziale difensivo molto interessante, il suo wingspan di 211cm gli ha permesso di resistere ai chili e i centimetri in più dei lunghi avversari, in particolare contro il lungo spagnolo Platteeuw (MVP dell’Europeo) non ha affatto sfigurato grazie alla sua capacità di restare verticale e non farsi ingolosire dalla palla, più fatica invece contro il fisico lungo serbo Backo. Per quanto riguarda il pick and roll ha quasi sempre difeso in contenimento facendo un discreto lavoro, quelle volte che ha cambiato sui piccoli è andato un po’ più in difficoltà ma non ha pesato più di tanto grazie ai continui stunt e raddoppi dei suoi compagni. Nella metà campo offensiva è ancora molto acerbo, molte poche opzioni in post basso e il tiro da fuori non c’è ancora, la maggior parte dei suoi canestri arrivano da assist e rimbalzi offensivi che sono uno dei suoi punti forti. Sommando tutto, bilancio super positivo per l’ex giocatore di Napoli sotto età.