Intervista ad Umberto Tontini

Marco Zuccotti

Umberto Tontini, centro classe 2011, è uno dei nomi più caldi della sua generazione in Italia. Alto 208cm, il nativo di Anzio ha già maturato diverse esperienze, sia in Italia che all’estero, tra cui le Finali Nazionali U15, la Ludec Cup, il raduno della Nazionale U15 e una tappa dell’EYBL in Lituania. Ai nostri microfoni, il prospetto laziale ha raccontato alcune curiosità sul suo percorso e sul suo futuro.

Sei al 1° anno di scuola superiore: che indirizzo frequenti? Che rapporto hai con la scuola? Qual è la tua materia preferita e perché?

Il mio rapporto con la scuola è buono, frequento il primo anno di Scienze Applicate e devo ammettere che, oltre a studiare, mi diverto in classe. In questo momento non ho materie preferite (ride, ndr).

Come hai iniziato a giocare a pallacanestro?

Ho provato tantissimi sport da bambino, ma nessuno mi piaceva al 100%, fino a quando mia madre mi ha iscritto a pallacanestro a 10 anni e da lì ho capito subito che sarebbe stata la mia scelta finale.

L’anno scorso, da sotto età, hai giocato le tue prime Finali Nazionali giovanili: che percorso è stato? Cosa ti ha colpito maggiormente? Cosa ti porti da quell’esperienza?

È stata un’esperienza bellissima, la cosa che mi ha colpito maggiormente è il gruppo molto unito che siamo riusciti a creare. All’inizio era un sogno arrivare terzi e invece siamo riusciti a realizzarlo. Sarebbe bello arrivarci anche quest’anno con l’U15, essendoci riusciti sia i 2009 che i 2010. Dentro il campo invece mi ha impressionato il livello tecnico, che era molto più alto rispetto a dove gioco io nel Lazio.

A livello di rappresentative regionali hai già partecipato con il Lazio al Memorial Fabbri e al Trofeo Madonna del Ponte: come sono stati quei due eventi lontani da casa?

Sono stati entrambi molto belli, quello che mi è piaciuto di più è stato il Madonna del Ponte, perché nel Memorial Fabbri ero ancora in una fase di crescita e non riuscivo ad avere un minutaggio importante, mentre al Madonna del Ponte ho avuto un impatto maggiore sia in termini tecnici che fisici. Lì ho capito che, giocando contro ragazzi di un livello così alto, dovevo per forza di cose aumentare il mio rendimento e sono contento di aver fatto un buon torneo.

Hai partecipato alla LudecCup insieme ai 96 migliori prospetti del 2011…

La LudecCup è stato un evento importante a 360 gradi, il livello in campo era molto alto e fuori dal campo l’organizzazione era perfetta. Il momento che mi ha colpito maggiormente è sicuramente quando ho vinto il premio Ludec, che non mi aspettavo: pensavo di essere nel miglior quintetto, ma vincere quel premio è stata una bella sorpresa.

Con Orange1 Bassano sei volato a novembre in Lituania per giocare l’EYBL U15: com’è stato il tuo primo viaggio lontano per la pallacanestro? Com’è stato giocare contro ragazzi che parlano altre lingue, di culture diverse?

Inizialmente sono andato a Bassano per conoscere la squadra e devo dire che ho avuto subito una bella impressione di tutta la squadra e della società. Un problema che ho riscontrato era la lingua, in quanto non ero abituato a parlare inglese con i compagni. In Lituania si giocava molto più fisico rispetto all’Italia e inizialmente ho dovuto adattarmi, anche allo stile di gioco che si è rivelato differente rispetto a quello che vedevo solitamente nel mio campionato.

Hai 15 anni e sei alto 208cm: quali pensi siano i tuoi punti di forza in campo? I tuoi punti di debolezza? Su cosa stai cercando di migliorare al momento?

Il mio punto di forza penso che sia che, nonostante l’altezza, sono un giocatore che può giocare fuori dall’area, in grado di tirare e attaccare l’avversario dal palleggio. Sto cercando di migliorare l’aspetto difensivo, provando a difendere anche contro avversari più rapidi e a migliorare la mia rapidità laterale.

Dove ti vedi tra 5 anni?

Tra 5 anni mi vedo negli Stati Uniti, amo la loro cultura e come vivono la pallacanestro e non nascondo che vorrei fare un’esperienza al college.

Quali sono i tuoi obiettivi?

Quest’anno arrivare all’Interzona con l’U15, perché purtroppo con l’U17 abbiamo avuto parecchi problemi fisici non riuscendo a raggiungere quel traguardo e quindi abbiamo l’ultima possibilità con i 2010.

A quali giocatori ti ispiri?

Mi piacerebbe diventare come Wembanyama, tralasciando l’aspetto fisico mi piace moltissimo il suo stile di gioco e la capacità di fare tante cose in campo che riescono a impattare sui compagni e sugli avversari.

Cosa ti piace fare fuori dal campo?

Mi reputo un ragazzo molto tranquillo, solitamente esco con gli amici. Allenandomi quattro volte a settimana più le partite non ho molto tempo libero e quando ho la possibilità preferisco uscire e stare in compagnia.

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