Marco Zuccotti
Dall’8 al 16 agosto a Tbilisi, Georgia, si è disputato il Campionato Europeo U16. Gli azzurri di coach Mangone hanno chiuso al 4º posto, staccando così il pass per i Mondiali U17 della prossima estate. Di seguito l’analisi dei 12 ragazzi che hanno partecipato all’evento.
MARIO MACHETTI
Leader tecnico ed emotivo della squadra di coach Mangone, il playmaker dell’Aquila Basket Trento ha guidato gli azzurri dimostrando, soprattutto nei momenti clutch, di essere il vero faro del gruppo. Dotato di un ball handling solido, unito a continui cambi di ritmo, è riuscito nella metà campo offensiva a gestire con sicurezza la pressione avversaria, battendo spesso il proprio difensore già dalla prima costruzione dell’azione. Importante il miglioramento sul piano realizzativo, dove ha mostrato maggiore fiducia nei propri mezzi, prendendosi con decisione i tiri pesanti, incluso il buzzer beater contro la Francia nei quarti di finale che ha deciso la partita. Dai 6.75 si è dimostrato abbastanza affidabile con un 12/39, mentre all’interno dell’area ha trovato la via del canestro attraverso soluzioni dal mid-range, floater e lay-up in avvicinamento. Difensivamente, grazie a un fisico ben strutturato e a una notevole rapidità, ha spesso messo in difficoltà il diretto avversario costringendolo alla palla persa. Le letture offensive sono risultate generalmente corrette, con un numero contenuto di turnover, a testimonianza di una crescita costante nella gestione del gioco. Esperienze di alto livello, come l’Adidas NextGen Euroleague disputata con il club bianconero, stanno contribuendo in modo significativo alla sua maturazione, rendendolo sempre più capace di imporsi in ogni competizione affrontata.
LEONARDO NICOLODI
Tiratore puro di 197cm di proprietà dell’Olimpia Milano, si è distinto come il quarto miglior realizzatore da tre punti tra le guardie dell’intera competizione europea. Nelle sette gare disputate ha confermato di essere un prospetto interessante, trovando la sua principale zona di comfort dietro l’arco e affermandosi come specialista dai 6.75. Giocatore di striscia, capace di cambiare l’inerzia della partita con canestri consecutivi, ha dimostrato di poter segnare anche in situazioni fuori equilibrio e da distanza notevole. Rilascio rapido, meccanica fluida e velocità in uscita dai blocchi lo rendono una minaccia costante in fase offensiva. Ha chiuso l’Europeo con un ottimo 40.4% dall’arco, impreziosito da un 6/10 nella sfida contro la Germania agli ottavi di finale. Oltre al tiro, ha mostrato di saper mettere palla a terra e attaccare il centro dell’area, anche se in questa zona è risultato meno preciso, come evidenziato dal 9/25 nelle conclusioni da due punti. In maglia Olimpia Milano avrà sicuramente l’opportunità di crescere ulteriormente, sia sul piano tecnico che fisico, dove appare ancora “leggero”. Un ulteriore passo in avanti dovrà arrivare anche nella gestione delle scelte offensive: in alcune situazioni ha infatti forzato conclusioni affrettate, aspetto che con il lavoro e l’esperienza potrà essere limato.
ANDREA CHOUENKAM
Giocatore dal potenziale enorme, ha concluso la stagione regolare con la maglia della Pallacanestro Trieste dominando le Finali Nazionali U17, chiuse a 21.5 punti di media nelle 4 gare disputate. Prestazioni di alto livello che gli sono valse la chiamata dell’Olimpia Milano, occasione che potrebbe rappresentare il vero salto di qualità della sua giovane carriera. Lungo di 201cm con un wingspan di 211cm, possiede le caratteristiche per diventare un rim protector di livello assoluto, soprattutto considerando l’ottimo atletismo. Alla sua prima esperienza in una competizione europea è stato però il giocatore che più ha faticato ad adattarsi al livello fisico e tattico superiore, non riuscendo a imporre le proprie qualità. In attacco è risultato poco coinvolto, come dimostrano i soli 13 tiri presi nelle 7 gare disputate, ma in prospettiva uno degli aspetti più interessanti del suo gioco è la capacità di mettere palla a terra con rapidità e attaccare i lunghi meno mobili, sfruttando agilità e primo passo. Sul piano difensivo ha confermato il potenziale per essere un fattore sotto le plance, ma si è mostrato spesso troppo soft, senza riuscire a reggere l’urto con lunghi fisici e abili nel gioco spalle a canestro. Interessanti invece i flash mostrati nella difesa sugli esterni: grazie a una rapidità di piedi notevole per la sua statura, è riuscito a contenere in più situazioni gli avversari sul perimetro, aspetto che ne aumenta la prospettiva futura.
MATTIA RUGGERI
Figlio d’arte di Massimo Ruggeri, ex cestista e campione d’Italia nel 1999-2000 con la Fortitudo Bologna, l’ala di 203cm ha partecipato a questo Europeo dopo un’ottima stagione che lo ha visto anche esordire in Serie A2 con Rimini il 1° febbraio nella sconfitta per 98 a 91 contro l’Urania Milano. Fisicamente negli standard medi per il livello di questa competizione, è riuscito a mostrare ottimi flash sia in fase offensiva che difensiva. In grado di difendere su esterni non rapidissimi e allo stesso tempo su lunghi non troppo fisici, la sua struttura gli permette di essere un giocatore versatile in difesa, capace di adattarsi ai cambi senza particolari difficoltà. Ha avuto inoltre un impatto rilevante a rimbalzo, sia difensivo che offensivo, chiudendo l’Europeo con 5.3 rimbalzi di media a partita. In attacco predilige il gioco interno, mostrando come principali soluzioni il tiro dal mid-range e soprattutto il post basso, dove grazie alla sua fisicità riesce con relativa facilità a prendere posizione già prima della ricezione. Le sue letture offensive sono state in generale corrette, spesso ha attaccato i closeout con un rapido primo passo, creando vantaggi immediati. Le palle perse sono invece derivate principalmente da un ball-handling non ancora di alto livello, che in più situazioni lo ha limitato nelle penetrazioni. Alcune lacune le ha mostrate anche nel tiro dalla lunga distanza, dove non si è registrato un vero passo avanti rispetto alle stagioni precedenti, né in termini realizzativi né nella meccanica, che appare ancora poco fluida e lenta.
NICOLÒ RONCI
Mancino, impiegato come play-guardia da coach Mangone, nell’ultima stagione ha condiviso il campo con l’azzurro Mattia Ruggeri al Basket Santarcangelo, disputando un’annata di alto livello che gli è valsa la convocazione per l’Europeo. Affidabile palla in mano, ha dimostrato un elevato QI cestistico, prendendo decisioni lucide e funzionali anche nei momenti più delicati della partita. In fase offensiva ha saputo leggere con attenzione le varie situazioni: spesso ha creato vantaggi servendo il compagno libero, mentre in altre occasioni ha attaccato con decisione il diretto avversario, sfruttando con intelligenza i mismatch contro i lunghi. Il suo bagaglio tecnico appare già abbastanza completo, con diverse soluzioni realizzative che privilegiano il gioco interno all’area. Qui riesce a concludere con efficacia grazie alle lunghe leve, che gli permettono di eludere le stoppate e trovare angoli di tiro complessi. Resta però necessario un miglioramento nel tiro dalla lunga distanza, come dimostra il 2/12 da dietro l’arco, fondamentale per diventare una minaccia più costante anche sul perimetro. Nella metà campo difensiva, le braccia lunghe lo hanno aiutato a contenere in più occasioni il diretto avversario, ma la scarsa fisicità lo ha penalizzato soprattutto nei duelli contro esterni più strutturati, in particolare nelle fasi finali del torneo. Nonostante ciò, intelligenza tattica e rapidità di mani lo hanno reso un fattore nella difesa di squadra, tanto da chiudere la manifestazione come miglior ladro di palloni azzurro con ben 2.7 recuperi di media a partita. In ottica futura, la capacità di leggere con qualità le situazioni offensive potrebbe rappresentare un fattore chiave per adattarlo in maniera più stabile al ruolo di play puro, considerando anche la sua struttura fisica ancora molto esile.
MATTIA SGUAZZIN
Giocatore classe 2010 in arrivo dall’Olimpia Milano, si è rivelato pienamente all’altezza della competizione europea nonostante l’anno di sotto età. Ala di 200cm con una struttura fisica già ben sviluppata, ha dimostrato di saper occupare il campo con personalità grazie a uno stile di gioco concreto e solido. Utilizzato da coach Mangone in posizione di ala forte, ha messo in mostra un’elevata abilità nel gioco interno, proteggendosi con efficacia grazie all’uso del corpo e a una notevole varietà di finte. Da sottolineare anche il soft touch vicino a canestro, espresso con entrambe le mani, sia la dominante (destra) che la debole, come confermato dal 22/43 al tiro da due punti. Giocatore con margini di crescita anche in termini di statura, ha fatto vedere un atletismo di buon livello che gli ha permesso, nella fase difensiva, di catturare rimbalzi contro lunghi più fisici (5.1 di media a partita). La sua mobilità laterale gli ha consentito inoltre di contenere efficacemente avversari più rapidi sul perimetro. In difesa ha mostrato attenzione e letture intelligenti, rendendosi utile sulle linee di passaggio, sporcando palloni e interrompendo diverse azioni avversarie: segnali di una buona comprensione del gioco. Un possibile sviluppo del tiro dal mid-range rappresenterebbe il passo ideale per ampliare un bagaglio tecnico che, al momento, si basa principalmente sul gioco in post basso e sulle conclusioni vicino al ferro.
SIMONE VENTURA
Conclusa la stagione con la maglia della Pallacanestro Cantù, con cui ha raggiunto il secondo posto alle Finali Nazionali U17, Ventura si è affermato come uno dei prospetti più interessanti di questa avventura azzurra. Classe 2009, 196cm di altezza e già dotato di un’ottima struttura fisica, rappresenta il giocatore con il maggior potenziale e talento offensivo di questa spedizione europea. Colpisce per la facilità con cui batte l’uomo nell’1vs1, grazie a un primo passo molto rapido e a un ball handling efficace abbinato a una fluidità e coordinazione naturale nei movimenti. Giocatore che predilige la soluzione da due punti, possiede un punto di rilascio molto alto che, unito a una notevole verticalità, lo rende difficile da stoppare. In avvicinamento ha mostrato di saper giocare anche spalle a canestro, facendo affidamento su un eccellente soft touch che gli consente di realizzare canestri complicati anche con la mano del difensore addosso. Questa pericolosità palla in mano ha spesso generato aiuti difensivi, che è stato in grado di punire grazie a buone letture, pur preferendo talvolta la soluzione individuale a scapito di un passaggio per un tiro aperto. La sua grande capacità realizzativa lo proietta, in ottica futura, a diventare il “go-to-guy” di questo gruppo, pronto a prendersi sempre più responsabilità nei momenti chiave. In difesa ha mostrato alcuni flash interessanti, soprattutto in situazioni di aiuto. Dai 6.75 ha invece evidenziato dei limiti, faticando a trovare continuità dall’arco e mostrando una meccanica di tiro leggermente lenta, aspetto che con il tempo e il lavoro specifico potrà certamente migliorare.
DAVID JACK BONOMI
Giocatore con una lunga militanza nelle selezioni giovanili azzurre, è tra i profili più esperti a livello internazionale presenti in questa spedizione. Tra le sue esperienze spiccano le JR NBA European Finals disputate a Valencia, il Torneo dell’Amicizia e l’Europeo U16 di Heraklion della scorsa estate, dove aveva partecipato da sotto età. Nella prossima stagione indosserà per il terzo anno consecutivo la maglia di Forlì. Esterno dalle spiccate capacità realizzative, è stato limitato da un grave infortunio alla spalla rimediato nella gara contro la Grecia, che gli ha permesso di scendere in campo soltanto nelle prime 3 partite. Impiegato soprattutto come playmaker, più che da guardia, ha messo in mostra un evidente passo avanti nel playmaking, trovando con continuità buone soluzioni per i compagni (2.3 assist in 11.8 minuti di media). Diverso il discorso sul piano realizzativo, dove ha incontrato più difficoltà del previsto, nonostante la tecnica e l’estro che lo rendono un giocatore capace di segnare in qualsiasi zona del campo: ha infatti faticato a entrare in ritmo, aspetto che normalmente rappresenta una delle sue qualità principali.
MARCO MILAZZO
Nato a Imola il 4 gennaio 2009, nell’ultima stagione ha indossato la maglia della Virtus Bologna dopo essere cresciuto nella BSL San Lazzaro. Esterno di 189cm dotato di una notevole fisicità, si è distinto come uno dei migliori difensori azzurri, riuscendo a contenere in maniera efficace il diretto avversario nelle situazioni di difesa on-ball. La sua solidità gli consente di reggere i contatti, mentre in aiuto e nel posizionamento ha mostrato grande attenzione, chiudendo con costanza l’area. A conferma della sua efficacia difensiva spiccano le quasi 2 palle rubate a partita, frutto di letture rapide e mani sempre attive. In fase offensiva ha mostrato invece margini di miglioramento: palla in mano è apparso discontinuo, soprattutto nelle situazioni di transizione, dove talvolta ha perso il controllo in contropiede. Anche nell’1vs1 non sempre è riuscito a creare separazione, evidenziando alcuni aspetti su cui lavorare per diventare più efficace. Decisamente più convincente, invece, il suo apporto dal perimetro: con il 38.9% da tre (7/18) ha dimostrato affidabilità, un rilascio rapido e una meccanica fluida. Predilige il tiro sugli scarichi o sui ribaltamenti, dove grazie a un ottimo posizionamento riesce a farsi trovare pronto piedi per terra. In prospettiva futura, la combinazione tra solidità difensiva e affidabilità dall’arco potrebbe renderlo un profilo ideale per ricoprire il ruolo di 3-and-D, sempre più ricercato nel basket moderno.
ALESSANDRO ALBA
Centro undersize di 200cm di proprietà dell’Aquila Basket Trento, si è laureato campione d’Italia alle Finali Nazionali U17 di Chiusi, distinguendosi con prestazioni di rilievo, tra cui spicca la seconda gara della fase a gironi contro la Pallacanestro Udine, chiusa con 14 punti e ben 23 rimbalzi. In questa competizione europea, dove il livello fisico e atletico è decisamente più alto, ha saputo confermarsi affidabile nei 16.9 minuti di media a disposizione, mettendo in mostra un’elevata conoscenza del gioco e una notevole intelligenza cestistica. Proprio queste qualità gli hanno permesso di incidere a rimbalzo anche contro avversari più strutturati e atletici, garantendo alla squadra diversi extra possessi (5.6 RPG). In attacco ha contribuito con 5.3 punti a partita, frutto soprattutto di tap-in a rimbalzo offensivo, giocate in post basso e layup dopo roll ben eseguiti in situazioni di P&R. Ha inoltre mostrato una costante vocalità, comunicando con continuità e dando un contributo prezioso in termini di presenza e leadership. In prospettiva futura, i soli 200cm e un atletismo non di primissimo livello sembrano indirizzarlo verso un ruolo da “4”, dove sarà però fondamentale sviluppare un gioco lontano da canestro, al momento ancora assente.
FARID COMPAORE
Secondo giocatore sotto età dei 12 convocati insieme a Mattia Sguazzin, il nativo di Curno è il secondo di tre fratelli. Nell’ultima stagione ha vinto lo Scudetto U15 con le scarpette rosse battendo in finale College Borgomanero, distinguendosi con una prova da 22 punti e 17 rimbalzi in 33 minuti di media. Esterno di 193cm, nei 13.2 minuti di media concessogli ha prodotto 4.9 punti, dimostrando di essere ancora leggermente acerbo nelle letture offensive. Dotato di buona velocità e rapidità, ha faticato nel battere dal palleggio il proprio avversario, scegliendo spesso il lato destro per attaccare e risultando così prevedibile con il progredire delle gare. Interessanti però alcuni flash offensivi in cui, dopo uno scarico ricevuto, ha attaccato l’area mostrando una base di ball-handling promettente abbinata a un’ottima rapidità. La meccanica di tiro, che può sicuramente diventare più fluida, non gli ha impedito di mostrare personalità: sui tiri aperti non ha mai esitato, segnale di carattere considerando la giovane età. Difensivamente ha offerto un’ottima pressione sul portatore di palla, mentre resta da affinare l’attenzione sul lato debole, dove in alcune situazioni è apparso poco concentrato.
FILIPPO PAPALE
Playmaker undersize di 178cm, nell’ultima stagione in forza al CAB Stamura Ancona. Dodicesimo uomo di questa avventura azzurra, ha trovato poco spazio nelle rotazioni disputando le prime quattro gare, in cui ha garantito minuti di riposo agli esterni titolari. Rapido ma ancora in difficoltà nella gestione della palla, ha sofferto la pressione di avversari più fisici e veloci, faticando ad avviare le azioni con il giusto timing. Limitato nelle responsabilità offensive, si è concentrato soprattutto sulla gestione iniziale dell’attacco, distinguendosi comunque per l’impegno e la serietà con cui ha affrontato ogni occasione in cui è stato chiamato in causa.